Storie di sesso con le distorsioni

PRONTO SOCCORSO CHALLENGE - La distorsione di Katia Brivio

Foto Sacchi di giovani ragazze

Mi sarei riposato dopo il pesante impegno della maturità e le avrei fatto un po' di compagnia. Viveva al Lido, con la vecchia mamma, Lucietta, e i due bambini, Anna di 6 anni e Piero di 4, che andavano dalle suore anche d'estate, alla spiaggia degli Alberoni, con lo scuolabus che li prendeva la mattina e riportava a casa nel tardo pomeriggio, dopo la merenda. Storie di sesso con le distorsioni cosa non mi dispiaceva e il Lido mi attraeva.

Avevo 16 anni ed eri il mio bambolotto vivente! Era una bella bruna, formosa, un po' dura nell'espressione del volto. Ma ne aveva ben ragione: era vedova da tre anni e la vita era dura. Non tanto economicamente, quanto per la solitudine. Mamma Lucietta, mia nonna, era anziana e aveva strane manie di perfezionismo per cui i bisticci erano quotidiani. Nonna lasciava tutto in asso e se ne andava in chiesa, o al circolo a giuocare storie di sesso con le distorsioni carte con le sue amiche.

Rosetta, la colf, dopo aver rigovernato la cucina, il pomeriggio andava via. L'aspettava il "moroso". I bimbi ascoltavano attenti. Nonna Lucietta di quando in quando assentiva.

Dopo cena andammo a prendere un gelato e poi a letto. Per me la giornata era stata abbastanza pesante, anche per il viaggio. Potrai andarci anche storie di sesso con le distorsioni me. Ti presento a Nane, il bagnino. Inutile negarlo. Era una gran bella donna e la sua piena floridità metteva in risalto le forme. Solo sulla fronte quelle rughe testimoniavano la sua tensione interna, la sua tristezza, una specie di odio verso la vita che l'aveva condannata a restare sola.

In verità era lei a voler essere sola perché avrebbe potuto facilmente rifarsi una vita. Era giovane e piacente. Ma già la sera prima quando accennai al suo isolamento mi disse che non avrebbe mai dato un patrigno ai suoi figli! Lo disse duramente! Del resto, anche la mia mamma, sua sorella, era molto bella. Ero assorto in queste considerazioni e mi accorsi che c'era un certo compiacimento nei miei pensieri e una certa eccitazione Mi venne quasi da sorridere. Doveva essere la carica ormonale della gioventù.

Ero seduto sul telo e zia sulla sedia a sdraio, di fronte a me. Spettacolo allettante per la verità. Mi guardava sorridendo e c'era tanta tenerezza nei suoi occhi. Oggi Rosetta non viene. Devo fare qualche piccola spesa. Tu resta pure. Di solito pranziamo verso l'una Mi aveva dato la chiave del portoncino.

Entrai senza far rumore. La porta della camera da letto di zia era socchiusa. In casa non c'era nessuno. Andai a guardare. Zia era seduta sul letto, ancora con la gonna e la blusetta che aveva quando era andata storie di sesso con le distorsioni dalla spiaggia, e si massaggiava la caviglia sinistra con una espressione di dolore sul volto. Bussai piano. Poggiai il ghiaccio sulla caviglia che era leggermente gonfia.

Con una mano tenni il tallone, la gamba leggermente sollevata, e con l'altra cominciai a strofinare leggermente storie di sesso con le distorsioni crema sulla caviglia. Molto lentamente. Zia aveva gli occhi chiusi e la fronte lievemente corrugata. Pelle liscia, vellutata. Quasi senza accorgermene salii con la mano verso il polpaccio.

Lo sentii irrigidire. Il vestito s'era appena alzato e lasciava intravedere la coscia. Fu spontaneo alzarle la gamba, porre storie di sesso con le distorsioni piede sulla mia spalla. Ora scorgevo fino alle mutandine! Stavo eccitandomi maledettamente. Vedevo, o immaginavo, che quale peluzzo sfuggiva dai bordi e la cosa mi faceva impazzire.

Avevo gli occhi fissi li e la mano seguitava a salire, inarrestabilmente, all'interno della coscia. Sentii che la gamba si irrigidiva. La guardai, aveva gli occhi chiusi e le labbra strette, sentivo che tremava Ormai non potevo più fermarmi Avevo perduto ogni controllo Afferrai il centro delle mutandine e lo tirai verso me Alzai lo sguardo verso zia Giulia. Mi guardava cogli occhi sbarrati il volto che esprimeva uno strano stupore, come fosse in attesa di qualcosa d'altro Il grembo palpitava.

Infilai le mani sotto la gonna, presi i bordi delle mutandine e cominciai a sfilarle Fu istintivo alzarle del tutto il vestito e abbassarmi a baciarla. Fremeva, la bellissima Giulia, muoveva il capo a destra e sinistra. Con le mani tremanti e insicure mi liberai dei pantaloni, del resto, e il fallo si erse in tutto il suo incontenibile desiderio.

Non avevo pazienza, non ne potevo più, mi sdraiai su lei, tra le sue gambe e il glande cercava bramoso il rorido ingresso del suo sesso.

Dovetti guidarlo con la mano. Era liscia, scivolosa, sentii che mi veniva incontro. Entrai in lei I miei movimenti erano sempre più insistenti e profondi Mi ricambiava con ardore, impeto, passione.

La sua voce era un gorgoglio sordo Avida, ingorda, esigente, insaziabile. Eravamo sudati, affannati. Giacqui su lei. Non lo immaginavo Hai fatto felice la tua zietta Non ne potevo più Grazie Pat Non immaginavo una cosa simile. Dapprima lentamente, poi, stimolato dal suo grembo dalla sua lingua che mi lambiva il volto, le orecchie Lascio immaginare lo scompiglio del letto, degli indumenti, il sudore, l'appiccicume delle nostre abbondanti secrezioni che stillavano dal suo sesso Scosse la testa.

Sgusciai lentamente da lei. La baciai sulle storie di sesso con le distorsioni, la carezzai Storie di sesso con le distorsioni che si chiudeva nel bagno. Vi rimase a lungo. Intanto, nonna Lucietta era tornata ed era andata in cucina, a preparare qualcosa per il pranzo. Il volto luminoso, stirato. Anche la tua ruga in fronte è sparita. Stai proprio bene Inutile, sei proprio il suo nipote diletto! Qualle parola "diletto" aveva una ambigua pausa.

Suonava "di Ma forse ero io che avevo la coda di paglia! Ti ci voleva. Finimmo di pranzare quasi in silenzio.